Questo quesito ci viene posto molto spesso ed è uno dei principali limiti che frena l’avvicinamento di nuovi utenti, spesso già di per sé scettici, all’utilizzo degli apparecchi acustici.
È importante chiarire subito un punto fondamentale: se un apparecchio acustico fischia, è molto probabile che ci sia qualcosa da correggere. Il fischio non è una caratteristica “normale” del dispositivo, ma un segnale che indica una situazione non ottimale.
Il fenomeno si verifica quando parte del suono amplificato fuoriesce dal condotto uditivo e viene nuovamente captato dal microfono dell’apparecchio, creando un cosiddetto loop di retroazione.
Le cause possono essere diverse:
• Occlusione non sufficiente del condotto uditivo, soprattutto in relazione all’amplificazione necessaria al paziente. In questi casi sarà compito dell’audioprotesista modificare il tipo di accoppiamento oppure effettuare una nuova impronta, qualora la protesi sia su misura.
• Presenza di cerume nel condotto uditivo: anche in questa situazione l’audioprotesista potrà verificare il problema e indirizzare il paziente a uno specialista otorinolaringoiatra per la rimozione.
• Utilizzo non corretto dell’apparecchio, ad esempio un inserimento errato nell’orecchio. È bene ricordare che il lavoro dell’audioprotesista comprende anche l’educazione del paziente a una corretta gestione del dispositivo.
Come sempre vale una regola fondamentale: per ogni problema, dubbio o complicazione, il vostro audioprotesista saprà ascoltarvi e trovare la soluzione più adatta a voi.
